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domenica, 08 marzo 2009

Solo le donne lo fanno...

Quando parlo con Lavinia ho sempre la netta sensazione che si aprano delle porte, continuamente. Ieri sera si parlava di sentimenti. Ed è venuto fuori che l’innamoramento è una cosa pazzesca, da qualunque prospettiva lo si guardi. È un fare outing continuo. Ci si mette in gioco. Si rischia. Si prendono le cantonate peggiori.  Si fanno cose assurde e senza senso. Però tutti lo fanno. Sempre. E quando ci si trova nella posizione di essere amati senza ricambiare? Ancora peggio. Si sbuffa per un sms in più che ci arriva. Si risponde male. Ma anche quello è un contatto che comunque si stabilisce con l’altra persona.

Finchè non entra in ballo l’amore, questo sconosciuto!, non ci sono domande, o dubbi.

Dopo è tutto un grande punto interrogativo.

Non ci si può rinchiudere in una torre d’avorio, anche se sembra che lo si faccia. Ma poi intorno c’è la vita, che sta lì per essere vissuta. La vita non si ferma mica perché ci si innamora! E invece noi ci ostiniamo a volere che il tempo si fermi. Che lo spazio sia solo quello dove ci sei tu e la persona che ami.

Qual è la componente principale dei rapporti d’amore?

L’egoismo.

Sì. Perché possiamo sprecare fiato e tempo a dire che quando ami una persona vuoi il suo bene. Ma non è vero. Perché quando ami una persona ti convinci che il suo bene sia stare con te. E non ti interessa nient’altro. Ti senti forte, invincibile. E invece è proprio in quel momento che sei fragile come non lo sei mai stata prima.

E poi a volte finisce. Non ne hai più. E poi altre volte lo vivi diversamente rispetto alla persona che hai accanto. Le esigenze sono diverse. I progetti dell’uno e dell’altro si scontrano. A volte si fondono. Altre volte si schiantano e ci si rende conto dell’impossibilità della loro coesistenza. E allora ci si arrende.

E arrendersi fa male.

Ma anche amare fa male.

Sempre.

 

postato da: sibilla1981 alle ore 17:23 | link | commenti (1)
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venerdì, 27 febbraio 2009

Regressione alla fase dei "perchè"

Perché gli anziani si fermano per ore a guardare i cantieri di strade/metropolitane/case in costruzione?

Perché i gabbiani fanno cacche che sembrano cacche di drago?

Perché le fanno sul balcone della mia cucina?

Perché esiste Povia?

Perché i tronisti di Uomini e Donne quando parlano di loro stessi parlano alla terza persona singolare?

Perché il mio ex ora mi sembra brutto?

Perché ho quest’idiosincrasia verso i biondi?

Perché non vivo a New York?

Perché De Andrè è morto prima che io potessi vedere un suo concerto?

Perché fra le nuove proposte di Sanremo quest’anno c’era un ragazzo uguale identico a Riccardo Cocciante?

Perché P.P. è sparito?

Perché Emule non mi riesce a scaricare le cinque stagioni di “Una mamma per amica”?

Perché non ci diciamo le cose in faccia sempre e comunque?

Perché no?

Perché non la smetto di farmi domande?

 

 

 

postato da: sibilla1981 alle ore 16:34 | link | commenti (2)
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mercoledì, 25 febbraio 2009

Face...boh...k

Credo che Facebook abbia ucciso il blog. Credo che dedicare tanto tempo a Facebook, come a accade a tutti ormai da mesi, lasci meno tempo al blog. È un’ opinione del tutto personale, ovviamente. Ma bisogna ammetterlo: mi manca il mio blog. E anche tutti gli altri che leggevo abitualmente. Ma ricominciare non è facile. Si perde il giro. La gente che ti leggeva sarà ormai stanca di andare a controllare se ci sono novità e scoprire che sei ferma a sei mesi fa. Così…avranno smesso di controllare? Quasi sicuramente sì. Ed è qui che si sbagliano. Adoro l’effetto sorpresa!

Sono uscita indenne da un’estate giocata sul filo dell’amore adolescenziale. Da una finta non storia mai iniziata e finita nel peggior modo possibile: diventando amica dell’altra persona direttamente implicata nella non-storia.

Ma con ordine…

Una donna, a quasi ventotto anni, si chiede, secondo me lecitamente: ma quante altre occasioni di incontrare un prestante brasiliano diciannovenne mi capiteranno nella vita? Poiché la domanda era retorica, e la risposta che conosciamo tutti ovviamente è “Nessuna”…posso dire con molta tranquillità di aver fatto la cosa giusta. E sono stata bene per cinque mesi. Giocando a fare la fidanzatina. Viaggiando tantissimo in giro per l’Italia e apprendendo una splendida lingua, il portoghese. Ora so che “scherzo” in portoghese si dice “brincadera”. Che “suocera” si dice “sogra”, e tante tante altre cose. So anche che i brasiliani sono divertenti, spensierati, leggeri. Che mangiano quasi quotidianamente fagioli, interiora di animali e riso misto ad una farina che sa di mangime per polli. Qui uno giustamente potrebbe chiedersi: ma come diavolo fanno ad avere quei fisici perfetti? Eh…questo rimane un mistero anche per me.

L’altra storia…niente. È tutto ciò che si può dire. Un niente prolungato in niente e finito in niente. Mi correggo. Finito in una “promessa” d’amicizia, che non so quanta voglia ho di mantenere.

La cosa più sconvolgente è che tutto questo mi è scivolato addosso senza dolore, senza sconvolgimento. Senza farfalle. Senza rimuginamenti.

Sarà mica vero che ad una certa età si diventa più cinici?

Ho trovato lavoro. In una testata on-line. Quindi per i prossimi tempi…giocherò a fare la giornalista. Il sogno della mia vita.

O no?

Ecco il punto è proprio questo.

Il dubbio.

Ma non solamente riferito alla mia vita pseudo professionale. A tutto.

È come se in questo stato di lenta costruzione…nulla fosse chiaro. Come se non riuscissi a capire fino in fondo i miei desideri, le mie aspettative. E mentre attorno a me le mie amiche e coetanee si sposano e fanno figli…io sto qui ad aspettare non si capisce bene cosa.

Non è che si stia proprio male. Ma vorrei poter rispondere cose diverse da “Boh” o “Chissà” ad almeno alcune delle domande che mi vengono poste.

E invece non sono in grado di farlo.

In fondo è eccitante mettere sempre tutto in discussione. Forse questa è la chiave per non annoiarsi mai. Ma…non posso fare a meno di chiedermi: non si dovrebbe prima arrivare ad un punto fermo, ad una certezza, prima di poter mettere qualsivoglia cosa in discussione?

Boh.

 

 

postato da: sibilla1981 alle ore 17:34 | link | commenti (1)
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domenica, 21 dicembre 2008

Francamente me ne infischio...

Sta per cominciare un periodo piuttosto lungo in cui non avrò accesso ad internet, perciò la mia voglia irrefrenabile di tornare a far vivere questo figliolo di blog, così lungamente abbandonato, dovrà continuare ad attendere. Il 2008 sta per finire. Per fortuna. Non perchè mi siano successe solo cose brutte durante l'anno appena trascorso, ma perchè spero vivamente che me ne succedano di molto belle in quello che sta per iniziare. E spero che succedano cose molto belle anche a tutti voi.  Soprattutto alle persone che non vedo e non sento da tanto tempo, ma delle quali sento una grande mancanza, anche se non glielo dico mai: Sara, Silvia, Federica, Irene, Lavinia, Danny, Paolo, Pierpaolo, mio fratello, Luca grande, Massimo, Lucio...e sicuramente dimentico qualcuno...
Le storie finiscono. Ti ritrovi sola a fare i conti col fatto che alla soglia dei trent'anni ti ostini ad aggrapparti a cose che appigli non ne hanno. Ti ritrovi a pensare di dover affrontare mesi e mesi di astinenza, probabilmente. Ma...francamente me ne infischio. Per il momento va bene così. Per il momento mi godo me stessa. E spero che questo momento sia lungo a sufficienza, per scoprire una me che mi piaccia molto di più di quella che sono adesso.
Buon tutto a tutti, di cuore.
postato da: sibilla1981 alle ore 11:44 | link | commenti (1)
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sabato, 01 novembre 2008

Figaro! Son quaaaa!!!!!!!!!!

Egomania tornerà, risorgerà. Si risolleverà dalla polvere! Non so come e quando, ma sarà così.
postato da: sibilla1981 alle ore 17:58 | link | commenti
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lunedì, 01 settembre 2008

L'estate sta finendo...

Archiviamo l’estate 2008 come una delle estati più belle di cui abbia memoria.

Abbronzatura come non mi era mai successo.

Soddisfazioni personali a iosa! Quello che mi scoccia è non avere il tempo per spiegare tutto…però…sono stata molto molto bene. Sono rientrata  a Roma ieri mattina giusto in tempo per evitare gli scontri fra tifosi romanisti e napoletani. Qui fa  ancora caldo e le zanzare mi hanno dato il benvenuto tra ronzii e pizzichi urticanti. E io ho mille cose da fare. Questo è l’anno in cui diventerò grande. È proprio arrivato il momento di crescere.

Intanto però mi godo un amore “piccolo”. Uno stralcio della mia estate però faccio in tempo a regalarvelo.

 

 Questo lo scrivevo un paio di settimane fa:

"Ho trovato l’amore in un paio d’occhi verdi che mi guardano adoranti e mi chiedono un bacio, e poi un altro  e poi un altro.

Ho trovato un amore piccolo e pulito. Dolce e bello. Ho trovato un ragazzo meraviglioso che sta con me perché io sono io.

I capricci e gli scatti d’orgoglio della sua età sfumano in voglia di perdersi l’uno nell’altra ogni volta che mi prende per mano o mi sfiora i capelli.

Ogni volta che mi canta in italiano o che mi manda un sms.

Un bagaglio di piccoli ricordi messi su in pochi giorni. Baglioni messo a ripetizione subito dopo aver fatto l’amore. I viaggi in treno su e giù in giro per l’Italia. Qualche foto. Dormire e svegliarsi insieme. I finti progetti di vita insieme giocati sul filo della serietà. Lezioni di italiano e portoghese. Bigliettini e scritte tracciate con le unghie sulla schiena. I piedi e le gambe intrecciate sdraiati sul divano a guardarci. Camminare mano nella mano sfidando la curiosità di un piccolo paese di provincia. I sorrisi. I morsi. Le scenate di gelosia. Le frasi altisonanti e definitive che tocca dargli il giusto peso...

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

ma mi fanno un gran bene."

postato da: sibilla1981 alle ore 12:11 | link | commenti (1)
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giovedì, 31 luglio 2008

Partenze e pensieri profondi

Si parte con il rammarico di non aver salutato il mio Piè e la mia Silvietta. Di non aver potuto aggiornare in tempo reale Chiara e Lavinia. Si parte in macchina con una coppia di compaesani. Peccato che alcune delle cose che dovrei portare con me sono in cantina, e un muratore idiota ha pensato bene di murare la porta della cantina appunto, e si spera che oggi pomeriggio ponga rimedio al fattaccio. Lo dico io che i muratori sono i peggio! Speriamo almeno sia carino. Così gli faccio un caffè.

Si parte. Per tornare a casa. Per poi andare nel mio adorato Salento.

 

Nel mio zaino porto via tre o quattro nuovi amici, rimediati fra master e stage. Porto via un paio di tentativi di guida qui a Roma, che per me sembra essere uno scoglio quasi insormontabile. Porto via un paio di occhi che non sono sicura volessero rivedermi. Porto via nuove competenze da pseudo professionista. Porto via un fardello di pensieri e dubbi ontologici, primo fra questi “Ma quand’è che smetterò di fare pensieri tanto profondi?”

Per esempio in metropolitana l’altro ieri ho realizzato che il giallo è un colore che non si fa portare facilmente. Per esempio a me, il giallo, mi prenderebbe a schiaffi il viso. Non potrei mai mettere niente di giallo. Ronny sì invece.

Il beige invece ammazza il viso di Federica.

Insomma…mi sono detta che toccherà pure a qualcuno elucubrare su cose tanto importanti.

L’uomo delle rose lo lascio in preda al panico. E lo amo sempre di più.

E poi…quella E. che glissava, alla fine ha smesso di essere reticente. Fosse anche solo per quell’unica volta sotto le stelle. È andata bene. Mi ha regalato un bel sorriso.

Porto via un concerto meraviglioso degli Afterhours, che insieme a quello dei Pearl Jam di un paio d’anni fa, è risultato essere il miglior concerto che io abbia visto fino ad ora.

Non so cosa mi aspetta a casa. Non so cosa troverò al mio rientro a Roma. Passerò un’estate all’insegna della curiosità, questo lo so però.

E con questo…bacio tutti quelli che non sono riuscita  a baciare dal vivo.

A  settembre.

postato da: sibilla1981 alle ore 12:02 | link | commenti
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sabato, 19 luglio 2008

Andiate e moltiplicatevi!

Ostia. Fa freddo. Forse perché sono le due di notte.

Ma c’è un sacco di gente. L’età media è piuttosto bassa. E io passo tutta la serata a guardarmi attorno, studiando i gesti e le posizioni e i movimenti.

Il mare sembra stia per arrabbiarsi, e io non mi avvicino, nonostante abbia voglia di bagnarmi i piedi. Ma non lo faccio perché l’acqua è sporca, mi dicono.

La gente è colorata. È varia. Sorridono. Oppure si baciano. Abbracciati sui teli, anche questi colorati. Dice l’uomo delle rose che non devo essere triste.

Non bevo nemmeno. Eppure quella era un’altra cosa che avrei voluto fare. Fortunatamente Lucio mi racconta per dieci minuti di Londra. Il momento più bello della serata. Oltre a quello nel forno. Prendiamo tre tranci di pizza. E il tizio al bancone dice: “Andiate verso le casse e poi ritirate qua!”

Guardo O Fridd ‘Ncuoll con sgomento. Lui ride e dice: “Non posso nemmeno rispondere ANDIAMO perché è corretto!”

Siete giovani.

ANDIATE e moltiplicatevi, voi che potete!

postato da: sibilla1981 alle ore 16:24 | link | commenti
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giovedì, 17 luglio 2008

Il tempo delle fregole

Ed è proprio quando pensavate che non sarei più tornata…che ricompaio!

Mi manca tanto questo spazio. Non trovo più il tempo di fare le cose che vorrei fare. La mia incontinenza scribacchina si argina per cause di forza maggiore, semplicemente perché non trovo il tempo di darle spazio.

Il mio lavoro di giornalista sta per finire però. E però anche io andrei in vacanza un attimo. Perciò abbandonerò di nuovo questo figlio che ho tanto desiderato. Madre snaturata. Che poi ormai…non ho più un pubblico. E che non sia questa la volta buona in cui posso sfogarmi senza remore?!

Dicevo il lavoro finisce.

Ma soprattutto dicevo a me stessa che l’estate è tempo di fregole.

E che finalmente sono riuscita ad avere il numero di P.

P. è bello. Lo conosco da un anno. Ogni tanto lo vedo e ci scambio quattro chiacchiere. Ma in realtà non ho mai ascoltato una sola parola di quello che dice, perché sono troppo impegnata a fissargli la bocca mentre parla. Per il momento resta lì, come una specie di bel sogno ad occhi aperti. Sono fiduciosa. Il ghiaccio si è rotto, in un modo o nell’altro.

Nel frattempo sono riuscita  a fare danni di qua e di là. Danni di varia natura, nessuno dei quali irreparabile però. E come ha detto ieri sera P.P. : “Ho capito, te la prometti con tutti ma non poi non fai niente!”

Quanto hai ragione mio adorato amico!

Ho una E. che avrei potuto aggiungere al mio personale alfabeto di “uomini che hai avuto”. Ma questa E. è stata reticente. Ha svisato, come direbbe l’uomo delle rose. E forse va bene così. A metà agosto torno in Salento. Chissà che non incontri di nuovo il bel tenebroso dell’anno scorso. Ora che ci penso! Si chiamava P. anche lui!

Non va bene. Troppi doppioni. L’alfabeto ha venti e rotte lettere! Perché a me capitano sempre le stesse?

L’uomo delle rose? Povero. Gli voglio talmente tanto bene che ho quasi rischiato di fargli male senza accorgermene!

Una V. Un’oasi privata di piacere e perdersi e ritrovarsi e guardarsi e toccarsi…

Il mio ginecologo visitandomi la settimana scorsa mi ha vivamente consigliato di trovarmi un fidanzato. E se lo dice lui…

 

Il mio master è finito. Non avrò più professori di cui innamorarmi! Ahimè.

Come dice la mia amica Simona: abbiamo 27 anni! E come dice il mio eroe: le occasioni vanno colte tutte al volo. E come dice la nonna di un’altra mia amica: a maggio gli asini si infocano! (anche se ormai siamo a luglio trovo che sia sempre vero!)

E come dice Battiato…

 

 

 

postato da: sibilla1981 alle ore 12:16 | link | commenti
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domenica, 18 maggio 2008

E poi?

Avete presente il lavoro dei vostri sogni? Quello che mentre fate la cameriera, o la baby-sitter ( non per essere autoreferenziale) o la commessa non passa giorno in cui non diciate: “Sì però io voglio fare…il medico” piuttosto che l’avvocato, piuttosto che il giornalista? Bè…io sto facendo il lavoro dei miei sogni, quello che la mattina suona la sveglia alle sette meno un quarto e tu apri gli occhi e la prima cosa che fai è sorridere. Quello che la domenica non vedi l’ora che sia lunedì per andare a lavoro. Quello dove metti in pratica, ma pratica vera, le cose che fino a quel momento avevi solo letto o visto fare. E forse nemmeno quello. Quello che quando cominci ad esserci dentro pensi di non essere mai stata da nessun’altra parte. Quello per cui pensi di avere la vocazione.

Ora mi si potrà dire che sarà un sogno che durerà poco (esattamente fino al 5 agosto), ma non importa. Perché imparo. Perché faccio. E perché da qualche parte dovevo pur cominciare.

E non vi nego che andare in giro in troupe, col cameraman e tutti il resto mi fa sentire importante. Contattare gli uffici stampa di questo o quel politico per accordare interviste è bellissimo! E poi la redazione! Non so se si tratti di un’infatuazione di quelle che dopo un po’ ti passa e cominci a notare tutti i difetti. Per il momento posso dire a gran voce che sono tutti meravigliosi, carini e gentili. Sono tutti ragazzi e ragazze della mia età, il più “anziano” ha trentatre anni…e io sono felice!!! Il clima che si respira è bello, e benché non senta neanche da lontano l’odore dei soldi…sono felice. E questa tv locale romana sarà solo l’inizio…

(Comincio a crederci sul serio). E poi? Una gonna bianca a fiori gialli e neri.

E poi? E poi ieri sono stata tutto il giorno al Circolo degli Artisti, al raduno del Carmen Consoli Official Fan Club.  Io e Ronny eravamo là. E c’era anche Carmen, che ha cantato per noi. Voce e chitarra. E pelle d’oca. E foto insieme e chiacchiere e risate. E poi distrutte a nanna, sempre senza abbandonare il sorriso.

E poi? E poi ho capito quali sono le cose belle che ho a Roma. Non le elenco tutte, ma posso dirne una. Le traversate notturne della città nel Volvo, mentre l’uomo delle rose mi riporta a casa e “Purple rain” a tutto volume da radio Virgin.

E poi? Grazie, sto bene così per il momento.

postato da: sibilla1981 alle ore 18:12 | link | commenti (4)
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