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Blogger: sibilla1981
Una pugliese trapiantata a Roma. Detto questo, detto tutto.

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domenica, 18 maggio 2008

E poi?

Avete presente il lavoro dei vostri sogni? Quello che mentre fate la cameriera, o la baby-sitter ( non per essere autoreferenziale) o la commessa non passa giorno in cui non diciate: “Sì però io voglio fare…il medico” piuttosto che l’avvocato, piuttosto che il giornalista? Bè…io sto facendo il lavoro dei miei sogni, quello che la mattina suona la sveglia alle sette meno un quarto e tu apri gli occhi e la prima cosa che fai è sorridere. Quello che la domenica non vedi l’ora che sia lunedì per andare a lavoro. Quello dove metti in pratica, ma pratica vera, le cose che fino a quel momento avevi solo letto o visto fare. E forse nemmeno quello. Quello che quando cominci ad esserci dentro pensi di non essere mai stata da nessun’altra parte. Quello per cui pensi di avere la vocazione.

Ora mi si potrà dire che sarà un sogno che durerà poco (esattamente fino al 5 agosto), ma non importa. Perché imparo. Perché faccio. E perché da qualche parte dovevo pur cominciare.

E non vi nego che andare in giro in troupe, col cameraman e tutti il resto mi fa sentire importante. Contattare gli uffici stampa di questo o quel politico per accordare interviste è bellissimo! E poi la redazione! Non so se si tratti di un’infatuazione di quelle che dopo un po’ ti passa e cominci a notare tutti i difetti. Per il momento posso dire a gran voce che sono tutti meravigliosi, carini e gentili. Sono tutti ragazzi e ragazze della mia età, il più “anziano” ha trentatre anni…e io sono felice!!! Il clima che si respira è bello, e benché non senta neanche da lontano l’odore dei soldi…sono felice. E questa tv locale romana sarà solo l’inizio…

(Comincio a crederci sul serio). E poi? Una gonna bianca a fiori gialli e neri.

E poi? E poi ieri sono stata tutto il giorno al Circolo degli Artisti, al raduno del Carmen Consoli Official Fan Club.  Io e Ronny eravamo là. E c’era anche Carmen, che ha cantato per noi. Voce e chitarra. E pelle d’oca. E foto insieme e chiacchiere e risate. E poi distrutte a nanna, sempre senza abbandonare il sorriso.

E poi? E poi ho capito quali sono le cose belle che ho a Roma. Non le elenco tutte, ma posso dirne una. Le traversate notturne della città nel Volvo, mentre l’uomo delle rose mi riporta a casa e “Purple rain” a tutto volume da radio Virgin.

E poi? Grazie, sto bene così per il momento.

postato da: sibilla1981 alle ore 18:12 | link | commenti
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domenica, 04 maggio 2008

Varie...ed eventuali

Sono andata  a teatro, a vedere “Il mondo deve sapere”. Carino.

In platea,  e ancora prima in fila al botteghino, e all’uscita accanto al bar interno del piccolo Eliseo ho incontrato Rocco Papaleo. Fa rima, ma è un caso. Un caso è stato anche che io avessi una bottiglietta d’acqua nella borsa e che lui fosse alla ricerca disperata di qualcosa con cui dissetarsi. “Se vuoi io ce l’ho l’acqua!” “Grazie, mi salveresti la vita!”. E Papaleo s’è bevuto la mia acqua, mentre io gli dicevo quanto lo amassi sin da quando ero piccola, e la mia Alter se ne stava defilata in un angolo per paura che io sparassi qualcuna delle mie cazzate e la coinvolgessi in una grandissima figura del menga!

Fuori dal teatro ho sorseggiato un succo di frutta seduta accanto a Orso Maria Guerrini!! Non so se mi spiego. Quell’uomo che ha la stessa età di mio nonno ma che io vedrei volentieri accanto a me a…bè…a fare due chiacchiere. E poi all’uscita, a proposito di nonni, un’altra veterana del teatro, stessa età di mia nonna per davvero questa volta, in tutto lo splendore dei sui ottanta  e passa anni, mi è passata accanto Rossella Falck. E non le si può dire niente. E poi sono stata la prima a riconoscere Pino Quartullo. Gran bell’uomo. Le mie amiche non l’hanno inquadrato subito, ma io sì, ho sempre avuto occhio per queste cose. Chiedetelo a Silvia! E mentre ero là, a dieci minuti dall’episodio dell’acqua è passato di nuovo Rocco Papaleo, e mi ha detto: “Ciao!”. Mi ha detto “Ciao!”, come se me l’avesse sempre detto prima di allora! È stata una bella serata. La mia fame di mondanità (neanche sapevo di averne una) è stata abbondantemente saziata e me ne sono tornata  a casa con l’ultimo autobus utile, il 545. E siccome ero sola sul bus, a parte il conducente, ho avuto la sfrontatezza di dirgli: “ Visto che l’autobus passa davanti al mio portone, anche se la fermata è un po’ prima, non è che potresti lasciarmi davanti casa, che ho un po’ paura  a quest’ora da sola in giro?” Detto fatto. Sono scesa davanti al civico 54. L’autista ha anche indugiato un po’ prima di ripartire, perché mi stava raccontando del fermo del turno che aveva fatto quel giorno…insomma una storia interessante, non si poteva lasciarla così a metà! Quanto avrei voluto che qualcuno mi avesse vista scendere dal bus davanti al portone di casa! L’autobus-taxi-personale! (Non sapevo nemmeno di poter essere tanto meglomane!)

Il primo maggio.

Già l’anno scorso mi ero dilungata nel raccontare quanto io detesti il concerto in piazza San Giovanni. Folla folla folla folla caldo caldo caldo casino. No grazie.

Il mio primo maggio l’ho passato al Circolo degli Artisti, ed è stato meraviglioso. Un sacco di gente, ma niente calca. Sole, ombra degli alberi, giardino, tavoli di marmo e attrazioni di vario tipo portate lì per l’occasione da esperti giostrai. Il toro meccanico, il calcio saponato e il muro appiccicoso (così soprannominato da me): un muro di velcro contro cui la gente si schiantava rimanendoci appiccicata causa tute di velcro appositamente e previamente indossate.

La gente si divertiva, per davvero. E anche io. Tutto sapeva di pulito,e  di genuino, anche la birra e il panino con la lombata che abbiamo preso allo stand del barbecue!

E in tutto ciò ho anche trovato il tempo per innamorarmi al volo! Lui è stato il primo che ho visto, arrivando al Circolo. Bello come il sole. O meglio, non bello. Insomma a me piaceva tanto e non gli ho tolto gli occhi di dosso nemmeno per un attimo. Mi ha fortuitamente rivolto al parola un paio di volte. Ma poi io dovevo andar via prendendo ancora una volta l’ultimo bus utile. Lui stava giocando a  calcio saponato…e io gli ho lasciato un bigliettino in una scarpa! Con una frase lusinghiera e il mio indirizzo Msn.

Un gesto carino dolce e simpatico no? Ancora non mi ha contattato. È ovvio che quell’uomo ignora cosa sia un pc.

Poco importa.

Troverò altri Gabriele (questo il nome del bel tenebroso del primo maggio).

Intanto…ho lasciato il babysitteraggio fra strazianti addii con la bimba, pianti in solitaria alla fermata del bus (quante volte ancora dovrò parlare dell’Atac?) e messaggini con la mamma per dirci che io e la bimba ci vogliamo bene.

Lascio il lavoro perché domani ne comincio un altro. Non retribuito e lontanissimo da casa. Ma è quello che ho sempre sognato: vado a  fare la giornalista in una tv locale. Lavorerò al Tg, insieme ad altre persone ovviamente. Comincio a  farmi le ossa, apprenderò, sarò spugna…Comincio la famigerata gavetta! E sono felice. Non avevo detto a nessuno di questo colloquio per la ormai solita questione di scaramanzia, e ancora una volta mi è andata bene! Quindi è ufficiale, da adesso in poi non parlerò mai e dico MAI dei miei progetti lavorativi.

E dulcis in fundo. Ho comprato un hard disk esterno con il mio ultimo stipendio da baby-sitter per dare respiro al mio annaspante computer. Ero così contenta…

Fino  a quando non ho visto volatilizzarsi davanti ai miei occhi tutto! Il mio archivio musicale, messo su in anni e anni di certosino lavoro! PUF! Sparito nel nulla.

Minuto di raccoglimento.

Ho dovuto reinstallare Emule.

Sto ricominciando tutto daccapo. È dura. Ma si fa.

Ho smesso di fumare. Cioè non proprio. L’uomo delle rose è riuscito a convertirmi al tabacco  e quindi da cinque o sei giorni fumo tabacco, sto imparando a rullare, anche piuttosto in fretta devo dire, e mi sembra di respirare già meglio.

E non ho più nulla da dire per il momento. Se non che ho da fare. Ho da vivere. E ci pensavo oggi sotto la doccia: non ho tempo per farmi mancare le cose o le persone. Come tutti gli esseri umani non basto a me stessa. Ma poiché “me stessa” mi piace molto in questo periodo, con lei sto bene.

E gli altri non mi mancano.

 

postato da: sibilla1981 alle ore 15:34 | link | commenti (2)
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venerdì, 18 aprile 2008

I don't have love to share...Va bene così

Un mio amico è andato a New York di recente. E io ho visto realizzarsi una mia voglia: le frittelle con lo sciroppo d’acero! Ora ho gli ingredienti giusti per farle! E questo mi rende spropositatamente felice.

Un paio di persone stanno sistemando le cose delle loro vite. E in questi aggiustamenti non c’è spazio per me. Me ne rammarico quasi quotidianamente, ma poi mi dico che in fondo va bene così anche per me. Fra un po’ di tempo sono sicura che il rammarico lascerà spazio o all’indifferenza o al tiepido ricordo di bei momenti. E nient’altro.

Ieri sera ho visto un concerto di una cover band dei Queen. Il tipo che impersonava Freddy…era Freddy! Uguale identico. Brividi lungo la schiena e speranza che almeno il clone non fosse gay e che ci fossero speranze in quel senso…quel senso là insomma…sì…quello…Concerto finito. Tornata a casa. Sognato cantante dei Queen. ( L’originale tra l’altro campeggia in un mega poster sulla porta della mia camera. Prezioso lascito dell’uomo delle rose, che ha cambiato casa e ha fatto un po’ di pulizia liberandosi di alcune chicche come queste. Il poster dei Guns invece l’ho messo in sala!)

Ho visto un film molto carino la scorsa settimana con la mia Silvia adorata. Cena a base di gelato post-cinema. Questo era un altro desiderio che avevo da un po’ di tempo e che proponevo quasi quotidianamente alla mia Alter, la quale ora è felice di essere scampata all’abbuffata refrigerante, ma che in fondo un po’ rosica per non esserci stata!

Mi sono appena resa conto, mentre scrivo, che ultimamente le uniche voglie che ho sono esclusivamente di origine culinaria. Questo vorrà dire qualcosa?

Quasi dimenticavo! Quel plico di cui parlavo nell’ultimo post poi è arrivato. Onestamente non ha sortito l’effetto che speravo sortisse…ma secondo me ha fatto comunque la sua porca figura.

La bambina per la prima volta ha pronunciato il mio nome. Ha detto distintamente per ben due volte “Agna”! Le piccole gioie della vita.

Uno dice “In fondo non mi manca niente”.

Un altro dice “Non bisogna cercarle le cose. Quando ti dimenticherai di volere una cosa, allora quella cosa arriverà”.

Uno, che poi sarei io, dice: “Meglio riderci su”.

Come se…niente, o quasi, avesse senso.

Come se non avesse senso cosa? Se non sembrasse troppo “baci perugina” direi: non ha senso vivere senza spartire la vita con qualcuno.

Ma non lo dico.

Ops. L’ho detto.

Ma in fondo…va bene così, no?

Oh! Piccettino* mi ha appena comunicato che abbiamo un nuovo presidente del consiglio! Non ne sapevo niente! Come? Ma dai! Berlusconi? Ma chi è? Non ho mai sentito questo nome. Sarà finalmente una faccia nuova della politica italiana! Allora è vero che va tutto bene!

 

* Voglio che scopriate da soli chi è Piccettino. Quelli che già lo sanno so che lo sanno perché gliel’ho fatto conoscere io. Per gli altri, l’augurio è di scoprirlo e di non lasciarlo più, come molti di noi hanno fatto!

 

 

 

 

postato da: sibilla1981 alle ore 22:43 | link | commenti (1)
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domenica, 30 marzo 2008

Ci vuole anche un pò di fortuna...

Il fatto che io scriva ormai molto poco e piuttosto di rado, fa sì che ogni volta che mi ricordo di avere un  blog, ho talmente tante cose  da dire…che vorrei dirle tutte e subito. Perciò non me ne vogliate se vengono fuori interminabili liste di cose-azioni-pensieri-dire-fare-baciare, ma…così è…se vi pare.

Per la prima volta in vita mia faccio una cosa molto vicina a quello che è il sogno della mia vita: fare la giornalista.

E così cambiare pannolini e preparare pappette non pesa più come all’inizio. Ora il mio lavoro di babysitter ha trovato un senso, che è quello di pagarmi il mio meraviglioso master in giornalismo per il quale ho superato una dura selezione e per il quale ho anche vinto una borsa di studio, dato il brillante risultato del test d’ingresso.

Odio auto-incensarmi. Ma stavolta me lo merito proprio!

Così…il sogno  a cui avevo dovuto e voluto rinunciare si riaffaccia ormai costantemente e prepotentemente nei miei pensieri.

Sorrido alla fatica, riesco persino a gustarmi una metropolitana gremita di gente la domenica mattina mentre  vado al corso con il mio portatile nella valigetta e tutti loro alla maratona di Roma. Io sorrido. Normalmente mi sarei molto innervosita.

Avete presente quando vi dicono “Le cose, quando meno te le aspetti, arrivano!”? Beh, è vero. Almeno in questo caso.

Per l’amore è diverso. In quel caso non credeteci. Perché in quel caso invece la fortuna di vederti cadere sulle ginocchia quello che almeno per un po’ crederai essere l’amore della tua vita dipende da altre cose. Tipo dalla tua predisposizione d’animo. Dalla tua apertura mentale. Da una vita mondana assidua e costante. Dalla voglia di guardarsi attorno.

Io tutte queste cose a tratti ce le ho. Poi, è ovvio, serve anche fortuna. E quella credo mi manchi purtroppo. Perché bisogna pure essere fortunate ad incontrare un uomo  che non sia già fidanzato o sposato e che ti piaccia veramente!

Sempre più innamorata di Gregory House.

Sto insegnando alla mia bimba il gusto di mangiare e la faccio addormentare cantandole “Via del campo” e “La canzone di Marinella”.

Sono stata a casa per le vacanze pasquali. E…mi è piaciuto stare a casa coi miei. Tutto quello da cui sono scappata  a diciannove anni, adesso mi sembra la condizione di vita ideale.

Il mio ex ragazzo, l’uomo che mi ha distrutta e devastata tre anni fa circa, a distanza appunto di tre anni, mi guarda. Riesce di nuovo a guardarmi. Anzi, mi ha guardato quasi con aria di sfida, ora che l’ho rivisto giù al borgo natio. Ovviamente lui si è rifidanzato dopo pochi mesi dalla nostra separazione. Li trovo quasi carini. Lui e la sua ragazza intendo.

E il suo sguardo…mi infastidisce. Io faccio ancora fatica  a guardarlo. E se lo guardo, lo guardo di nascosto. In compenso però si è comprato una macchina nuova che è grezza e volgare come poche altre macchine esistenti! Mi sembra una punizione più che giusta, anche perché auto-inflitta!

Ronny dice che a me sono sempre piaciuti gli uomini che tendono al grezzo. Io ho smentito. I fatti le danno ragione, più o meno. Ma anche lì mi sono presa le mie belle rivincite!

Quest’estate andrò di nuovo a fare la babysitter in Salento, così mi abbronzerò di nuovo facendo la cosa che so fare meglio: occuparmi di un pargolo.

Tutto ‘sto gran parlare di pargoli…a volte mi chiedo se non sia arrivato il momento di farne uno tutto mio…Poi mi passa.

No Problem si è fidanzato. Immenso gaudio per tutti noi.  Quelli che non sanno chi è No Problem…mi dispiace, ma è acqua passata e non intendo tornare sull’argomento.

La tazza del cesso si è rotta. Sono uscita per andare a lavoro un mattino assolato di qualche girono fa, e  la sera, al mio rientro…era rotta. La mia coinquilina è volata verso nidi più sicuri, o quantomeno dotati di water…e io corro sola (che ultimamente è di moda correre soli) verso rifugi di fortuna, cercando di regolare i miei bisogni in base alla disponibilità o meno di un wc. Non è facile ma sto imparando!

Devo chiamare un idraulico.

Ho deciso che se mai dovessi diventare davvero una giornalista userò il mio vero nome di battesimo.

Ho fatto per la prima volta in vita mia le melanzane ripiene, e sono venute veramente bene.

Ho ritrovato un Moleskine che credevo di aver perso nel 2005. L’ho riletto tutto e mi sono vergognata di me stessa.

Ho spedito un plico via posta, e ancora non so se è arrivato a destinazione.

Mi mancano un po’ di persone.

Non ho più tempo per fare niente, perché il tempo in cui potrei fare qualcosa, preferisco passarlo dormendo.

Ho comprato cinque o sei libri.

Come dicevo all’uomo delle rose e alla mia Alter qualche settimana fa…in fondo la mia attuale condizione di vita non mi dispiace.

 

 

 

 

postato da: sibilla1981 alle ore 18:15 | link | commenti (1)
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domenica, 09 marzo 2008

Osanna eh!!

Lista della domenica.

Pensieri e azioni della sottoscritta, fra una camicia da stirare e l’altra, tra una sigaretta e l’altra, tra una puntata di Dottor House e l’altra.

1) Comincio ad avere una certa età, e vivaddio ho iniziato a dubitare della buona fede della persone che mi stanno attorno.

2) Guardando “Palombella rossa” di Moretti oggi pomeriggio ho realizzato che domani ricomincia la settimana lavorativa. Che faccio un lavoro stancante che spero di dover fare per poco.

3) Ho tagliato le unghie. Finalmente, dopo mesi di unghie lunghe e laccate ho dovuto optare per il corto. Il rischio di infilzare la bambina ogni volta che la prendo in braccio, la cambio o le pulisco il nasino non lo potevo reggere. Nessun rischio, unghie corte.

4) Ho nostalgia di casa. Voglio vedere i miei, il mio paese,il castello, respirare l’aria pulita di collina. Sentire al risveglio solo il gallo o al massimo qualche uccellino che preannuncia la primavera e voglio dormire. Tanto.

5) Ho fatto la pannacotta ai frutti di bosco, ma visto il risultato sto dicendo in giro di aver fatto una mousse ai frutti di bosco. (Secondo me il segreto è la colla di pesce…mah!).

6) Non ne posso più di sentirmi frustrata ogni volta che mi trovo costretta a compilare un modulo di qualsiasi tipo. Non sapere cosa inserire alla voce “professione” è triste e ansiogeno.

7) Ho passatogli ultimi tre giorni a ridere. Con la mia Ronny. A parlare senza parole, come sempre, a indovinarci i pensieri solo con uno sguardo. E anche ad imprecare contro la disamicizia di giove pluvio, che non ci ha mai abbandonate.

Mi ha rimproverato di non averla mai osannata sul mio blog. (Ha usato proprio il verbo osannare!). La verità è che lo faccio ogni volta che parlo di lei.

 

Poi mi sono chiesta…ma a me, chi mi osanna? Ma soprattutto: perché se non ci osannano non siamo felici? Questo non per sminuire la mia volontà di osannare quella stupenda donna che è la mia amica…ma solo perché…ha ragione: fa bene essere osannati.

Osanna eh!

 

 

 

 

 

postato da: sibilla1981 alle ore 18:57 | link | commenti (3)
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mercoledì, 27 febbraio 2008

La meteoropatia e Schopenauer

La meteoropatia mi affligge sin da quando ero bambina. Noi acquario siamo così. E oggi il cielo è coperto, la pioggia che ora non c’è ha lasciato segni su strade e tetti e io svegliandomi ho trovato tutto così. Dalle persiane non penetrava luce, perciò mentre ero ancora a letto stamattina già pensavo a quanto il mio umore sarebbe stato condizionato dal tempo oggi. E infatti…scartate tutte le cose che avevo da fare, ho imbracciato il mio pc ed è venuta giù una lista di cose che avrei voluto già raccontare, ma non avevo mai trovato il momento adatto per farlo. Oggi lo è. Cielo cupo, voglia di far niente, io e il mio pc nel letto. E lo zibaldone.

 

Demian è stato da me. Avete letto “Demian” di Hermann Hesse? A quanti risponderanno sì posso dire che allora sanno di cosa sto parlando. Gli altri li rimando alla lettura del libro per capire. Demian arriva, si ferma un po’, mi scava dentro e poi scompare di nuovo, per un tempo non definito. E una delle cose più belle è che arriva sempre senza preavviso, proprio quando ne ho più bisogno. Parliamo, ridiamo tanto, e poi va via. Va via lasciandomi la scia di profumi e colori di terre lontane e mi fa sentire come lui. Anche se poi in realtà non sono come lui. Ma lui è Demian e io sono lui. E lui è me. ( Leggete il libro, anche se Hesse non lo annovero fra i miei preferiti, questo libro sento di pubblicizzarlo ).

 

Il salone di casa mia lunedì scorso si è trasformato in una sala stile “Gambero rosso”: super acconciata, addobbata e sistemata per accogliere una  luculliana cena a cinque organizzata da due baldi giovani compaesani di passaggio a Roma, che io ho ospitato per una notte. Valletto biondo e valletto moro: wow! Non penso che riaccadrà più una cosa del genere. I piccoli piaceri della vita.

 

Sto lavorando come una schiava. Nel preciso istante in cui ho ricominciato a fare la baby-sitter, quelli dell’associazione italiana sommelier si sono ricordati di me, e mi hanno chiamato per fare qualche servizio, fra cui uno importantissimo a Verona, forse. Insomma, sono una sommelier-babysitter-donnadicasa instancabile e con una vita sociale ridotta a zero. Anche a causa di Sanremo. Sanremo è Sanremo!

 

Sono andata per la terza volta  a fare il pubblico di “Parla con me” con S. Credo di poter dire che sia stata la volta più bella quest’ultima. Anche perché, davanti al Teatro delle Vittorie c’era Drupi, e io sono stata, credo, l’unica a riconoscerlo. E questo è motivo d’orgoglio. Certo non come se S. mi avesse lasciato fare quello che avevo intenzione di fare, cioè avvicinarlo e chiedergli: “Ma tu sei Ozzy Osbourne?”. Ma S. non me l’ha lasciato fare.

A proposito di S. La amo. Mi piace questa sensazione di riscoperta ogni volta che la rivedo.

 

E non so perché ma mentre scrivo mi viene in mente una canzone di Celentano…una canzone che ho sentito un paio di volte, piuttosto recente che si intitola qualcosa del tipo “La situazione di mia sorella non è buona”.

È così. Qua niente è buono. Ma continuiamo a far finta invece che vada tutto bene.

Chè ultimamente vado avanti a colpi di bugie bianche e per il momento sembra che funzioni.

Ma un’omissione è una bugia? No. La mia coscienza è salva! Un’omissione è una cosa diversa. Allora ecco. Ho capito che per non scatenare guerre o semplicemente per andare avanti senza troppi fastidi, la condizione ideale è alternare  l’omissione di parola alle bugie bianche. Come Schopenauer diceva: “La vita è un pendolo che oscilla fra noia e dolore” io dico “La tranquillità è un’oscillazione fra omissioni e bugie bianche”.

A lui qualcuno ha creduto.

postato da: sibilla1981 alle ore 10:47 | link | commenti (1)
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giovedì, 14 febbraio 2008

Buon San Valentino

Ieri sera alle 22 è 01 mi è arrivato un sms, in cui c’era scritto soltanto “Ti penso”.

Solo io, lui e Norah Jones sappiamo che vuol dire.

Però posso dire come mi sento.

Bene.

Un bene circoscritto, limitato. Senza rischi. Forse proprio per questo è un bene. O forse i rischi intrinsechi che abbiamo deciso di non far venire mai fuori ci rendono forti e ci permettono di stare così bene. Gli occhi che ridono, anche quando non sta ridendo. I tatuaggi. I morsi. La pelle. Tutto mio. Per tutto il tempo che sta da me. Poi resta nella mia mente solamente. E là non fa male a nessuno. Nemmeno a me.

postato da: sibilla1981 alle ore 15:59 | link | commenti
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martedì, 12 febbraio 2008

Lasciate che i bambini vengano a me!

Frase messianica dal sapore profetico, per quanto mi riguarda.

Quale modo migliore per cominciare l’anno??

I più accorti mi potrebbero far notare che ormai l’anno è iniziato da un po’. Ma una persona, tra cose da fare e da non fare, tra cose da pensare e cose che non si possono scrivere…si ritrova a metà febbraio che dice: cavolo! Ma io avevo un blog da qualche parte!!

Ed eccomi qui. In mezzo a voi.

Il punto era: provo a fare la scuola di giornalismo.

Il mio essere brillante non è bastato per convincerli a prendermi con loro. Allora è subentrata la mia cocciutaggine e ho deciso che l’anno prossimo li riprovo tutti i test, in tutta Italia questa volta. Nel frattempo…dovrò pur rendermi conto di aver compiuto 27 anni. Dovrò pur rendermi conto che passare le giornate a guardare dottor House può essere divertente per un po’. Poi deprime. E allora…torno al mio vecchio lavoro! Quello che ho fatto per tutta la durata dell’università, e anche prima: sono una babysitter! A quanto pare pure brava. Sono la Mary Poppins (mi scoccia offrire il fianco a tutti quelli che avranno pensato alla storpiatura del nome della famosa balia credendo di poter suscitare ilarità. Vi anticipo. Sappiate che non è così.Nessuno riderà alla vostra battuta di bassa lega) di San Lorenzo (noto quartiere di Roma in cui ho vissuto per cinque anni e dove giace parte del mio cuore da quando ho dovuto lasciarlo).

Camperò. Lavorerò sette ore al giorno con una pargola di appena 18 mesi. La mia fascia d’età preferita. Quel periodo in cui non parlano. Emettono suoni più che altro e il pomeriggio dormono. Che meraviglia! Dormono. E mentre loro dormono tu puoi leggere, guardare la tv, metterti lo smalto. Telefonare ai tuoi amici. Insomma, non è un lavoro brutto tutto sommato.

Mi campa. Almeno fino a quando non deciderò di non farmi prendere da altre scuole di giornalismo oltre che a Roma anche a Perugia, Milano e Bologna.

Nel frattempo la vostra beniamina…ha viaggiato un po’.

Ho riso. Ho pianto persino. Ho conosciuto gente nuova. Ne ho rivista di vecchia. E…se tutto va come deve andare…quest’anno, dopo anni di nulla, festeggio anche San Valentino. Con uno pseudo amore. Meglio pseudo di niente.

Meglio con, che senza.

Meglio soli che male accompagnati…è uno di quelle frasi fatte che intendo cancellare dal mio vocabolario. È una falsità.

Sentirsi la minoranza di uno, come diceva il maestro, è possibile, anzi, auspicabile…ma non necessario. Io, attualmente, non voglio essere sola, nemmeno a San Valentino!

Buon anno a tutti!!!

 

PS: i personaggi della mia vita…sono tutti vivi, stanno bene. Alcuni li amo sempre di più. Altri un po’ di meno, ma per colpa loro. Nel corso dei post (sempre che io non dimentichi di nuovo di avere un blog) vi parlerò anche di loro!

 

postato da: sibilla1981 alle ore 19:12 | link | commenti (2)
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sabato, 22 dicembre 2007

L'anno che verrà

Non dovremmo farci suggestionare lo so. Ma certe volte, il destino manda dei segnali evidenti, che non si possono ignorare.

Svegliarsi, accendere la tv, sintonizzarla su Mtv e trovarci Laura Pausini che canta “Destinazione paradiso” di Grignani, io l’avevo letto come una chiaro segnale di sfiga. Sentivo che di lì a poco sarebbe successo qualcosa di brutto.

E non mi sbagliavo.

I miei progetti di vita sono naufragati in un rifiuto da parte di una rinomata scuola di giornalismo. Mi tocca ricominciare tutto di nuovo dall’inizio.

Fra poco più di due ore parto per il paesello e parto con la febbre addosso e le ossa spezzate.

Gli uomini: vanno vengono, sempre gli stessi, poi cambiano. Poi tornano. Poi se ne vanno. Poi spariscono.

In mano, al solito, un pugno di mosche, e, per questa volta, nessun intento di esplicitare buoni propositi per l’anno nuovo. Che, ho scoperto, porta sfiga.

I miei capelli che si incanutiscono, ahimè, e il locale in cui ho passato gli ultimi tre anni che chiude all’apice del successo. Banale perdita di punto di riferimento lo so, ma in quel locale ho conosciuto persone, fatto amicizie, e questo non è affatto banale.

Una dipendenza da poco sviluppata per Dottor House che ha del grottesco quasi. Parlo come lui, penso come lui, ho ritagliato e conservato le sue foto come quando avevo dodici anni. Questo è un altro evidente segnale.

Di cosa? Non lo so.

Un cellulare che squilla alle cinque del mattino e che mi fa sentire una voce che avevo quasi dimenticato e che invece torna prepotente. E mi piace.

Amici e amiche che non sento e non vedo da mesi, che mi mancano, ma che non trovo mai il tempo o la voglia di chiamare e incontrare. Silvia, Lavinia, Chiara, Irene, Daniele, Luca, Paolo. Chissà che stanno facendo loro?

Intanto le affinità elettive con amici altri che crescono al punto da non aver bisogno di parlare per capirsi. È vero, ho un po’ perso di vista O.F.N. per contingenze varie. Ma l’uomo delle rose c’è, più che mai. E la mia Fede stupenda. La mia alter. Ho passato con lei le ultime ore qui a Roma. Ho parlato con P.P. cercando di vincere l’imbarazzo, e forse questa cosa non mi è venuta benissimo…ma, come si suol dire…domani è  un altro anno.

Buon tutto a tutti.

 

postato da: sibilla1981 alle ore 12:14 | link | commenti (1)
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sabato, 01 dicembre 2007

Tutto il resto è noia

Sono contenta di aver passato gli ultimi giorni con mio fratello, ma sono triste perché giovedì riparte (anche se sono contenta per lui che sta diventando un cuoco cosmopolita), questa volta per Barcellona, e non lo vedrò di nuovo per i prossimi cinque mesi.

Sono annoiata perché a volte sembra che sia tutto un circolo vizioso, una strada senza via d’uscita. Situazioni vecchie che si ripropongono sempre uguali, e il tipo che due anni fa avevi bramato, dopo un po’ eccolo tornare alla ribalta con inviti a cena, come a dire: “Guarda, l’avevo congelata la tua pratica, ma se vuoi possiamo riaprirla adesso”. Situazioni nuove, che però sembrano già vissute. Come l’altro tipo, che lo vedi e ti piace, e allora continui ad andare in quel locale sperando di parlargli. E ci parli un po’. Battute a doppio senso, ammiccamenti. Ma poi rimane tutto uguale. E tu ti annoi, fondamentalmente.

Per non parlare dell’altro ancora, che improvvisamente si scopre tuo amico. (Quante volte l’ho già raccontata questa storia?)

Poi c’è quello che tu non puoi accampare pretese. Però lui da te può pretendere che il tuo cellulare rimanga acceso anche durante la notte, cosa che non sei assolutamente abituata a fare, solo perché se gli dovesse venire inspiegabilmente voglia di chiamarti alle sette del mattino, tu devi dimostrargli che sei lì, che non aspetti altro di ricevere la sua telefonata. Ma anche no.

Io alle sette del mattino dormo, solitamente.

E poi ancora risposte che devono arrivare. E ancora elucubrazioni su cosa come e quando sarà.

E ho una casa da pulire.

E ho le unghie da laccare.

E  ho una camicia da stirare.

E ho una bottiglia di cognac da aprire.

 

postato da: sibilla1981 alle ore 16:21 | link | commenti (2)
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